Educazione · 5 ottobre 2026 · 4 min di lettura
Richiamo del cane: come insegnarlo passo passo
Lo chiami tre volte al parco, lui alza la testa, ti guarda e torna a fare quello che stava facendo. Alla quarta ti arrendi e vai a prenderlo, e in quel momento il cane impara una cosa precisa: il tuo "vieni" è un rumore facoltativo. Il richiamo si costruisce al contrario, partendo da un livello così facile da essere quasi noioso.
La regola che viene prima di tutte
Il cane torna se tornare conviene. Ogni volta che lo chiami per fare qualcosa che a lui non piace, stai svalutando la parola.
- Non chiamarlo mai per sgridarlo. Se ha combinato un guaio, vai tu da lui.
- Non chiamarlo solo per andare via. Se il richiamo significa "finito il gioco", il cane rallenta apposta.
- Chiamalo e lascialo ripartire. Nel dubbio, dieci richiami su dieci finiscono con un premio e il permesso di tornare a giocare.
- Premia sempre l'arrivo, anche quando ci ha messo venti secondi. Il ritardo lo correggi dopo, brontolare sull'arrivo lo peggiora.
Serve anche una parola dedicata. Se hai già bruciato il "vieni" con anni di ripetizioni a vuoto, cambiala: scegline una nuova, pronunciala sempre con lo stesso tono allegro e usala solo per il richiamo.
Livello 1: dentro casa, dove non succede niente
Si comincia in corridoio, senza distrazioni. Pronuncia la parola una volta sola, e quando il cane arriva fai festa e dagli qualcosa di buono davvero, non il premio da tutti i giorni. Poi ripetilo da stanze diverse, con lui che non ti vede.
Due o tre minuti al giorno bastano. L'obiettivo non è la distanza, è che quella parola diventi la promessa di qualcosa di bello. Sui premi da usare in questa fase c'è la guida dedicata ai premi per addestrare il cane.
Livello 2: in giardino o in un campo recintato
Stesso esercizio, ambiente più ampio e con qualche odore interessante. Qui entra la longhina se lo spazio non è chiuso: cinque o dieci metri, morbida, lasciata strisciare a terra. Non serve per tirare il cane, serve perché tu non debba mai chiamare senza poter garantire l'esito.
Aggiungi il gioco del richiamo a ping pong: due persone a qualche metro di distanza che lo chiamano a turno, con premio ogni volta. Il cane corre, si diverte e associa la parola alla corsa allegra.
Livello 3: fuori, con distrazioni gestibili
Prato conosciuto, poche persone, nessun altro cane a giocare. Chiama quando il cane è distratto ma non del tutto preso: mentre annusa un ciuffo d'erba, non mentre insegue un piccione. La regola è chiedere sempre un gradino sotto il livello che il cane potrebbe reggere.
Se sbaglia, non ripetere la parola cinque volte. Torna indietro di un livello, riduci la distanza, aumenta il valore del premio.
Livello 4: il parco vero
Persone, altri cani, palline che volano. È il livello finale e va affrontato solo quando i tre precedenti funzionano quasi sempre. Qui il richiamo va allenato durante il gioco: lo chiami, gli dai il premio, lo lasci tornare subito a giocare. Tre o quattro volte a uscita, non di più.
La prova del nove è richiamarlo mentre sta giocando con un altro cane e vederlo staccarsi. Se ci riesce lì, ci riesce ovunque. Se invece il tuo cane ha già una lunga storia di richiami ignorati, parti da come rimediare quando il cane ignora il richiamo, che affronta la ricostruzione da zero.
Serve un complice a quattro zampe
Il problema di questo esercizio è che ti serve un altro cane, disponibile, con un proprietario che sa cosa stai facendo e non si offende se interrompi il gioco ogni cinque minuti. Al parco a caso è difficile, con un appuntamento è semplice.
Su Bauuu trovi i cani della tua zona e ti accordi in chat: dici che stai lavorando sul richiamo, fissate mezz'ora e vi allenate entrambi, a turno. Diventa un allenamento condiviso invece di un esperimento in mezzo agli estranei. Per le prime volte con un cane che non conosci, dai un'occhiata anche ai comandi base per cani.
In breve
Costruisci il richiamo per livelli: casa, spazio recintato, esterno tranquillo, parco affollato. Usa una parola dedicata, premia sempre l'arrivo e non chiamare mai il cane per punirlo o per chiudere il divertimento. Longhina finché la sicurezza non è totale, e prova finale con un altro cane in gioco.
Domande frequenti
Perché il cane non torna quando lo chiamo?
Quasi sempre perché tornare gli è costato caro: lo hai chiamato per mettergli il guinzaglio e andare via, per il bagno o per sgridarlo, e lui ha imparato che il richiamo chiude il divertimento. L'altra causa comune è aver chiesto troppo troppo presto, con distrazioni che il cane non era ancora in grado di ignorare. Si rimedia ricostruendo il valore del rientro e ripartendo da un livello facile.
Serve la longhina?
Sì, è lo strumento che ti permette di allenare in spazi aperti senza rischiare che il cane scappi e senza dover mai ripetere il comando a vuoto. Va usata morbida, lasciata strisciare, mai per strattonare il cane verso di te. Si abbina a una pettorina, non al collare, per non caricare la trazione sul collo.
Posso lasciarlo libero al parco?
Solo dove è consentito, quindi in genere all'interno delle aree recintate: fuori vale l'obbligo di guinzaglio e le regole variano da comune a comune, meglio controllare il regolamento locale. A livello di sicurezza, la libertà si concede quando il richiamo funziona in mezzo a distrazioni pari a quelle del posto in cui ti trovi, non prima.